I metalli della grande guerra

Quando si va alla ricerca di reperti della grande guerra con il metal detector, si incontrano diversi tipi di metallo ed è interessante sapere come trattarlo nel momento della pulizia.

Quali sono quindi i metalli che si trovano? Sicuramente i recuperanti li conoscevano molto bene, ma non avevano certo la preoccupazione della pulizia.

Ottone

L’ottone lo troviamo in praticamente tutti i bossoli delle cartucce per fucili e mitragliatrici e ce ne sono ancora moltissimi.

L’ottone è una lega di rame e zinco (più eventuali altri elementi in piccole percentuali). Per i bossoli la quantità di zinco dovrebbe aggirarsi intorno al 33%.

Lo si può pulire con i prodotti casalinghi per la lucidatura degli ottoni e degli argenti, ma anche con l’acido citrico: lo scopo è togliere gli ossidi che sono scuri. Ovviamente se un bossolo è stato sotto terra 100 anni, magari in terreni acidi, avrà una discreta corrosione superficiale e non sarà più liscio.

Ottone in acido citrico

Se mettiamo un bossolo (corroso) di ottone in acido citrico con ottime probabilità diventa arancione. Probabilmente questo succede perché si formano dei sali di rame (citrato di rame) che poi si riducono scambiano lo ione rame con lo ione zinco ed il rame si deposita in superficie.

Una spugna abrasiva o della lana di acciaio fine lo rimuovono con facilità.

Maillechort o Alpacca

E’ una lega di rame, zinco e nickel e tutti la chiamano maillechort…

Era usato per l’ogiva dei proiettili italiani del Carcano 91, ad esempio, che formava una camicia esterna con nucleo di piombo. Il piombo forniva il peso mentre il maillechort la durezza.

Questa lega è resistente alla corrosione ed è per questo che le cartucce italiane si trovano ancora in ottimo stato. Quelle austro-ungariche, con l’ogiva in ferro, hanno il bossolo in buono stato, ma l’ogiva gonfia di ruggine che va a rovinare anche il colletto.

L’aspetto è argentato tanto che viene anche chiamato argento tedesco.

Qualche informazione in più su Wikipedia.

Tombacco o Similoro

E’ una lega di rame (84%), zinco (9%), stagno (7%) e il nome lo dice, ha l’aspetto dell’oro. Anche il tombacco veniva usato per la camicia delle ogive delle cartucce italiane dorante la grande guerra, come con il maillechort.

Il tombacco è utilizzato anche per placcare le ogive in acciaio (non so se per protezione alla corrosione o per questioni di sfragamento nella canna, e neanche mi interessa a dire il vero…).

Qualche informazione in più si Wikipedia.

Ferro, Ghisa e Acciaio

Occhio alle stramberie che trovate in rete, come il fatto che il ferro sia l’elemento più pesante che si trova sulla terra…

La ghisa è ferro con presenza di carbonio superiore al 2.06%, l’acciaio è ferro con presenza di carbonio inferiore al 2.06%. Di fatto, sia ghisa che acciaio sono leghe di ferro e carbonio.

La ghisa è dura ma fragile, non ama essere messa in trazione o piegata quindi non si presta ad essere ridotta in filo (duttilità) o in lasta (malleabilità). L’acciaio l’esatto contrario.

Ovviamente sia ghisa che acciaio possono essere “mescolati” con decine di altre sostanze per formare leghe di ogni genere.

Restando in tema di grande guerra, i cannoni avevano nella signa le lettere A, G, B che significavano proprio Acciaio, Ghisa, Bronzo.

Piombo

Il piombo lo trovate quantomeno in due posti: come “anima” delle ogive delle cartucce e nelle pallette delle shrapnel.

Tutti avrete notato che sotto le ogive il piombo è in realtà bianco e solo asportando quello strato si arriva al metallo. Probabilmente si tratta di carbonato di piombo che ha avuto i suoi bei 100 anni per formarsi.

Essendo un metallo molto tenero, le pallette delle shrapnel erano una legha di piombo-antimonio, lega usata anche per scopi più nobili come i caratteri mobili per la stampa (sebbene la parola possa ferire più della spada… almeno così dicono…).

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