Rompere le scatole? Non viene dalle trincee della Grande Guerra

Se fate una ricerca in rete per capire da dove viene il modo di dire “rompere le scatole”, quasi sicuramente troverete che l’espressione nasce nelle trincee della Grande Guerra. Quelle “scatole” sarebbero state le scatole contenenti le cartucce e l’ordine di “romperle” sarebbe stato l’annuncio di un assalto (da fare o da contenere).

Ma è proprio così? Sul fatto che questo ordine venisse dato e che l’espressione fosse usata nelle trincee non so dire nulla, servirebbe una ricerca più approfondita.

Ma una cosa che possiamo fare assieme è quella di chiederci: quell’espressione è presente in testi precedenti alla prima guerra mondiale?

Ci viene in aiuto Google con il servizio di ricerca nei libri, anche antichi. Google Books, infatti, è un archivio di libri digitalizzati e scaricabili, se non più protetti dai diritti d’autore.

Qui faccio una parentesi personale: bisognava aspettare Google, con tutto il rispetto per il lavoro che hanno fatto, per avere il patrimonio culturale italiano digitalizzato e disponibile?

Cosa possiamo fare con quell’archivio? Cercare l’espressione “rompere le scatole” in testi precedenti alla Grande Guerra (come abbiamo fatto per “girare le palle“).

Ad esempio nel Vocabolario dell’uso abbruzzese, di Gennaro Cavaliere Finamore, edito nel 1880. E per comparire in un vocabolario per spiegare il significato di una parola dialettale, l’espressione deve essere stata ben consolidata.

E possiamo andare ancora più indietro nel Vocabolario Veneziano E Padovano Co’ Termini E Modi Corrispondenti Toscani del 1796 dove troviamo:

Dispiace per le leggende che accompagnano l’espressione, ma la troviamo in tantissimi testi, quindi dobbiamo rassegnarci: sicuramente non è nata in trincea.

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